Informazioni del 28 dicembre 2025

Pubblicato giorno 26 dicembre 2025 - Info settimanali

CRESCERE INSIEME


Don Michele 0422-772002 cell.340-9622020
Don Mario 0422-774092 cell.380-6433849
Don Marco 349-4548139


foglietto del 28 dicembre 2025

APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA

Giorno

Ora Parrocchia

APPUN TAMENTI

DOM 28 16.00 S. NICOLO’ – TV Celebrazione Eucaristica di chiusura del Giubileo in Diocesi
LUN 29 19.30 SANTANDRA’ A TAVOLA CON LA BIBBIA – condivisione sul vangelo
MERC 31 18.30 ARCADE Messa di ringraziamento fine anno
18.30 SANTANDRA’ Vespri e Te Deum di ringraziamento (no Santa Messa)
GIOV 1 19.00 SANTANDRA’ Vespri e adorazione eucaristica notturna
VEN 2 7.00 SANTANDRA’ Lodi mattutine e chiusura adorazione
pomeriggio VENEZIA Gita dei chierichetti/ancelle della Collaborazione
DOM 4 15.30 ARCADE Gruppo Alpini “PAROLE ATTORNO AL FUOCO” nella chiesa parrocchiale di Arcade

 


LA FAMIGLIA LUOGO DI SPERANZA

In ogni chiesa della nostra Collaborazione in qualche punto troverete una piccola botte con accanto un cestino contenente dei fogli e una penna. Chi vorrà e quando vorrà potrà scrivere una preghiera per la propria famiglia o per altre famiglie che abbiamo a cuore, piegare il foglietto e inserirlo nella botte. La presenza in chiesa della botte con le preghiere farà si che in ogni Messa verranno in qualche modo offerte e ricordate costantemente al Signore quelle intenzioni…

 

 


“L’amore senza limiti nasce per noi a Natale: ecco la fonte della nostra Speranza”
Messaggio di auguri del Vescovo

Celebriamo quest’anno il Natale durante il Giubileo, pellegrini di speranza. Ma lo celebriamo in un contesto mondiale che ci opprime con notizie di guerre, di ostilità, di lutti, di incapacità a costruire pace o anche solo di stabilire tregue stabili e durature.
(…) Non è certo la prima volta che ci troviamo a provare a farci gli auguri in un tempo che sentiamo difficile, e cerchiamo di trovare dei motivi convincenti per auguri sinceri.
(…) Cerchiamo insieme, anche nelle pieghe delle nostre vite, delle famiglie, delle comunità, sulle strade e per le vie delle nostre città semi di speranza e di riconciliazione, di solidarietà e di dignità umana. Guardiamo a chi fa fatica a vivere e a sperare, a chi è escluso dalle nostre mense e dai nostri cuori. Non tiriamoci indietro e scopriremo una forza che viene a sorreggerci a trasformarci quando ci prendiamo cura dei fragili e dei deboli, una forza che ci dà coraggio e squarcia i cieli plumbei dell’indifferenza e del sospetto reciproco.
(…) Ecco dove impareremo l’amore dal Bimbo nella mangiatoia, da Maria e da Giuseppe. Ce lo insegna con parole poetiche e profetiche papa Leone: “L’amore cristiano supera ogni barriera, avvicina i lontani, accomuna gli estranei, rende familiari i nemici, valica abissi umanamente insuperabili, entra nelle pieghe più nascoste della società. Per sua natura, l’amore cristiano è profetico, compie miracoli, non ha limiti: è per l’impossibile. L’amore è soprattutto un modo di concepire la vita, un modo di viverla. Ebbene, una Chiesa che non mette limiti all’amore, che non conosce nemici da combattere, ma solo uomini e donne da amare, è la Chiesa di cui oggi il mondo ha bisogno” (Leone XIV, Dilexi te, 120).
Questo amore nasce per noi a Natale. Ecco la fonte della speranza. Ecco il fondamento della gioia. Ecco il seme della giustizia e della vita.

† Michele Tomasi


28 DICEMBRE 2025 – Santa Famiglia 

Alzati! prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto”  
(Mt 2.13-15.19-23)         

 RIFLESSIONE

Il Vangelo racconta di una famiglia guidata da un sogno. Oggi noi, a distanza, vediamo che il personaggio importante di quelle notti non è Erode il Grande, non è suo figlio Archelao, ma un uomo silenzioso e coraggioso, concreto e sognatore: Giuseppe. Che cosa fa Giuseppe? Sogna, stringe a sé la sua famiglia, e si mette in cammino. Tre azioni: seguire un sogno, andare e custodire. Tre verbi decisivi per ogni famiglia e per ogni individuo; di più, per le sorti del mondo.

Sognare: è il verbo di chi non si accontenta del mondo così com’è. Un granello di sogno, caduto dentro gli ingranaggi duri della storia, è sufficiente a modificarne il corso. Giuseppe nel suo sogno non vede immagini, ascolta parole, è un sogno di parole. È quello che è concesso a ciascuno di noi, noi tutti abbiamo il Vangelo che ci abita con il suo sogno di cieli nuovi e terra nuova. Nel Vangelo Giuseppe sogna quattro volte: ogni volta l’angelo porta un annunzio parziale, ogni volta una profezia breve, troppo breve; eppure per partire e ripartire, Giuseppe non pretende di avere tutto l’orizzonte chiaro davanti a sé, ma solo tanta luce quanta ne basta al primo passo, tanto coraggio quanto serve alla prima notte, tanta forza quanta basta per cominciare.

Andare, è la seconda azione: Dio indica la direzione verso cui fuggire, solo la direzione; poi devono subentrare la libertà e l’intelligenza dell’uomo, la creatività e la tenacia di Giuseppe. Tocca a noi studiare scelte, strategie, itinerari, riposi, misurare la fatica. Il Signore non offre mai un prontuario di regole per la vita sociale o individuale, lui accende obbiettivi e il cuore, poi ti affida alla tua libertà e alla tua intelligenza.

Custodire, prendere con sé, stringere a sé, proteggere. Abbiamo il racconto di un padre, una madre e un figlio: le sorti del mondo si decidono dentro una famiglia. È successo allora e succede sempre. Dentro gli affetti, dentro lo stringersi amoroso delle vite, nell’umile coraggio di una, di tante, di infinite creature innamorate e silenziose. «Compito supremo di ogni vita è custodire delle vite con la propria vita» (Elias Canetti), senza contare fatiche e senza accumulare rimpianti.

È Vangelo di Dio ogni uomo e ogni donna che camminano insieme, dietro a un sogno. Ed è Parola di Dio colui che oggi mi affianca nel cammino, è grazia di Dio che comincia e ricomincia sempre dal volto di chi mi ama.

(da padre E. Ronchi)

foglietto del 28 dicembre 2025



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