Informazioni del 4 gennaio 2026

Pubblicato giorno 2 gennaio 2026 - Info settimanali

CRESCERE INSIEME


Don Michele 0422-772002 cell.340-9622020
Don Mario 0422-774092 cell.380-6433849
Don Marco 349-4548139


foglietto del 4 gennaio 2026

 

APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA

Giorno

Ora Parrocchia

APPUNTAMENTI

DOM 4 15.30 ARCADE Gruppo Alpini “PAROLE ATTORNO AL FUOCO” nella chiesa parrocchiale di Arcade
MERC 7 20.30 VOLPAGO Corso Vicariale catechiste (1° incontro)
GIOV 8 19.00 SANTANDRA’ Adorazione Eucaristica Notturna (confessioni 19.00-20.00)
VEN 9 21.00 POVEGLIANO Rosario meditato mensile (Dilexit nos)
SAB 10 12.30 CAMALO’ Pranzo e formazione animatori
DOM 11 10.00 ARCADE Premiazione dei Presepi
10.00 ARCADE Ritrovo battezzati 2025
11.00 CAMALO’ Ritrovo battezzati 2025 di Camalò, Santandrà e Povegliano
15.00 SANTANDRA’ “LA CURA DELL’AMORE” incontro per coppie (con baby-sitting)

 


 

 

PARROCCHIE, COMUNE E AUSER
insieme per un’iniziativa
rivolta alla terza età!
3 pomeriggi alla settimana negli oratori per stare insieme in un tempo di socializzazione e attività ricreative:

  • LUNEDI’ a Camalò
  • MERCOLEDI’ a Povegliano
  • GIOVEDI’ a Santandrà

Dalle 15.00 alle 18.00

 

 

 


“Tracciamo cammini nuovi, sorretti dalla speranza che ci è stata donata”:
l’invito del Vescovo nella celebrazione di chiusura del Giubileo

“Ora chiudiamo l’esperienza dell’anno giubilare. Doveva durare un anno, e questo tempo è passato. Ma il Signore ha sparso abbondantemente semi di speranza. La speranza sta germogliando: prendiamocene cura, fino a che produca frutti di novità e di bellezza. Sappiamo camminare, non torniamo a fermarci. Tracciamo cammini nuovi, nutriti e sorretti dalla speranza che ci è stata donata. Disegniamo mappe per cammini agili e sicuri, da percorrere insieme, senza fughe in avanti e senza rimpianti. Ascoltiamo la Parola. Ascoltiamo la coscienza. Ascoltiamo i sogni che Dio ci regala: la Chiesa splenderà del volto bello di Cristo, e saremo trasformati a sua immagine.”


 

4 GENNAIO 2026 – II Domenica dopo Natale

A quanti lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio
(Gv 1,1-18)         

RIFLESSIONE

Giovanni, unico tra gli evangelisti, comincia il Vangelo con un inno che opera uno sfondamento dello spazio e del tempo: in principio era il Verbo e il Verbo era Dio.

Un principio che non è solo cronologico, ma fondamento, base e destino. Senza di lui nulla di ciò che esiste è stato fatto. Un’esplosione di bene, e non il caos, ha dato origine all’universo: non solo gli esseri umani, ma anche la stella e il filo d’erba e la pietra e lo scricciolo appena uscito dal bosco, tutto è stato plasmato dalle sue mani. Siamo da forze buone miracolosamente avvolti, scaturiti da una sorgente buona che continua ad alimentarci, che non verrà mai meno, fonte alla quale possiamo sempre attingere. E scoprire così che in gioco nella nostra vita c’è sempre una vita più grande di noi, e che il nostro segreto è oltre noi.

Mettere Dio in principio, significa anche metterlo al centro e alla fine. Veniva nel mondo la luce vera quella che illumina ogni uomo: sì, ogni uomo, ogni donna, ogni bambino, ogni anziano è illuminato; nessuno escluso, i buoni e i meno buoni, i giusti e i feriti, sotto ogni cielo, nella chiesa e fuori dalla chiesa, nessuna vita è senza un grammo di quella luce increata, che le tenebre non hanno vinto, che non vinceranno mai. In Lui era la vita

Cristo non è venuto a portare una nuova teoria religiosa o un pensiero più evoluto, ma a comunicare vita, e il desiderio di ulteriore vita. Qui è la vertigine del Natale: la vita stessa di Dio in noi; profondità ultima dell’Incarnazione. Il verbo si è fatto carne: non solo si è fatto uomo, e ci sarebbe bastato; non solo si è fatto Gesù di Nazaret; ma si è fatto carne, creta, fragilità, bambino impotente, affamato di latte e di carezze, agnello inchiodato alla croce, in cui grida tutto il dolore del mondo. Venne fra i suoi ma i suoi non l’hanno accolto: Dio non si merita, si accoglie! Parola che sa di porte che si aprono, parola semplice come la mia libertà, parola dolce di grembi che fanno spazio alla vita e danzano: si accoglie solo ciò che da gioia. A quanti l’hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio; il potere, l’energia felice, la potenza gioiosa di diventare ciò che siamo: figli dell’amore e della luce, i due più bei nomi di Dio. Cristo, energia di nascite, nasce perché io nasca. Nasca nuovo e diverso. La sua nascita vuole la mia nascita a figlio. Perché non c’è altro senso, non c’è altro destino, per noi, che diventare come lui.

(da padre E. Ronchi)

 

foglietto del 4 gennaio 2026



Free Tools