Informazioni dell’11 gennaio 2026

Pubblicato giorno 9 gennaio 2026 - Info settimanali

CRESCERE INSIEME


Don Michele 0422-772002 cell.340-9622020
Don Mario 0422-774092 cell.380-6433849
Don Marco 349-4548139


foglietto dell’11 gennaio 2026

APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA

Giorno

Ora Parrocchia

APPUNTAMENTI

DOM 11 10.00 ARCADE Premiazione dei Presepi
10.00 ARCADE Ritrovo battezzati 2025
11.00 CAMALO’ Ritrovo battezzati 2025 di Camalò, Santandrà e Povegliano
15.00 SANTANDRA’ “LA CURA DELL’AMORE” incontro per coppie (con baby-sitting)
LUN 12 18.00 SANTANDRA’ Programmazione catechismo 1^ media
19.30 SANTANDRA’ A TAVOLA CON LA BIBBIA – condivisione sul vangelo
20.30 SANTANDRA’ Incontro equipe evangelizzazione
MART 13 19.00 SANTANDRA’ Incontro segreterie del Consiglio della Collaborazione e dei 4 Consigli Pastorali in vista di un incontro congiunto
MERC 14 20.30 VOLPAGO Corso Formativo Vicariale per catechiste – 2° incontro
GIOV 15 19.00 SANTANDRA’ Adorazione Eucaristica Notturna – confessioni 19.00-20.00
20.45 SANTANDRA’ Programmazione catechismo 2^ media
DOM 18 9.30 POVEGLIANO 2^ tappa di Prima Comunione (Povegliano + Santandrà)
11.00 CAMALO’ 2^ tappa di Prima Comunione (Camalò)

 


Scelta dell’ora di religione:
il messaggio della Presidenza della Cei a famiglie e studenti

(…) Come ricordava papa Leone XIV ai giovani riuniti nella spianata di Tor Vergata nell’agosto scorso, “la nostra vita inizia grazie a un legame ed è attraverso legami che noi cresciamo. In questo processo, la cultura svolge un ruolo fondamentale: è il codice col quale interpretiamo noi stessi e il mondo… Cercando con passione la verità, noi non solo riceviamo una cultura, ma la trasformiamo attraverso scelte di vita”.
L’IRC rappresenta proprio questo: un laboratorio di cultura e di umanità dove si impara a decifrare il codice culturale che ha plasmato la nostra storia e a sviluppare uno sguardo critico e costruttivo, prendendo sul serio quel desiderio infinito di pienezza che grida nel cuore umano. In un tempo in cui spesso si riduce la persona a pura funzionalità e consumo, l’Insegnamento della Religione Cattolica offre uno spazio per riscoprire l’integralità dell’essere umano, che – per citare ancora papa Leone XIV – “non è un sistema di algoritmi: è creatura, relazione, mistero”.
Finalità dell’IRC è sviluppare quella intelligenza spirituale che permette di muoversi con rispetto e saggezza nel panorama contemporaneo, anche nell’incontro con le diverse tradizioni religiose, imparando a riconoscere i valori comuni e a dialogare costruttivamente con tutti.

Cari genitori, offrire ai vostri figli questa disciplina significa mettere nelle loro mani una bussola per orientarsi nel mare agitato della vita, affinché possano navigare con coraggio, senza paura delle tempeste.

Cari studenti, portate nell’IRC la vostra curiosità, i vostri dubbi, persino le vostre ribellioni: lì troveranno uno spazio di dialogo, dove le domande non sono respinte, ma accolte come semi che un giorno porteranno frutto. Vi invitiamo dunque ad accogliere questa opportunità. Scegliere l’Insegnamento della Religione Cattolica significa favorire un’educazione che include, che interroga, che apre al bene comune e alla libertà. Dove ogni volto, ogni storia e ogni ricerca trovano posto.


11 GENNAIO 2026 – Battesimo del Signore

Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento” 
(Mt 3,13-17)
        

RIFLESSIONE

Tramonto a Patmos, l’isola dell’Apocalisse: stavamo seduti davanti al fondale magico delle isole dell’Egeo, in contemplazione silenziosa del sole che calava nel mare, un monaco sapiente e io. Il monaco ruppe il silenzio e mi disse: lo sai che i padri antichi chiamavano questo mare «il battistero del sole»? Ogni sera il sole scende, si immerge nel grande bacile del mare come in un rito battesimale; poi il mattino riemerge dalle stesse acque, come un battezzato che esce.

Indimenticabile per me quella parabola che dipingeva il significato del verbo battezzare: immergere, sommergere. Io sommerso in Dio e Dio immerso in me; io nella sua vita, Lui nella mia vita. Siamo intrisi di Dio, dentro Dio come dentro l’aria che respiriamo, dentro la luce che bacia gli occhi; immersi in una sorgente che non verrà mai meno, avvolti da una forza di genesi che è Dio. E questo accade ogni giorno nel nostro battesimo esistenziale, perenne, in-finito: «siamo immersi in un oceano d’amore e non ce ne rendiamo conto» (G. Vannucci).

La scena del battesimo di Gesù al Giordano ha come centro ciò che accade subito dopo: il cielo si apre, si fessura, si strappa sotto l’urgenza di Dio. Quel cielo che non è vuoto né muto. Ne escono parole supreme, tra le più alte che potrai mai ascoltare su di te: tu sei mio figlio, l’amato, in te ho posto il mio compiacimento. Parole che ardono e bruciano: figlio, amore, gioia. Che spiegano tutto il vangelo. Figlio, forse la parola più potente del vocabolario umano, che fa compiere miracoli al cuore. Amato, senza merito, senza se e senza ma. E leggermi nella tenerezza dei suoi occhi, nella eccedenza delle sue parole. Gioia, e puoi intuire l’esultanza dei cieli, un Dio esperto in feste per ogni figlio che vive, che cerca, che parte, che torna.

Nella prima lettura Isaia offre una delle pagine più consolanti di tutta la Bibbia: non griderà, non spezzerà il bastone incrinato, non spegnerà lo stoppino dalla fiamma smorta. Non griderà, perché se la voce di Dio suona aspra o impositiva o stridula, non è la sua voce. Alla verità basta un sussurro. Non spezzerà: non finirà di rompere ciò che è sul punto di spezzarsi; la sua mania è prendersi cura, fasciando ogni ferita con bende di luce. Non spegnerà lo stoppino fumigante, a lui basta un po’ di fumo, lo circonda di attenzioni per far sgorgare di nuovo la fiamma.

(da padre E. Ronchi)


foglietto dell’11 gennaio 2026



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