XIV Domenica del Tempo Ordinario

Pubblicato giorno 3 luglio 2026 - In home page

 

RIFLESSIONE

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro: le sue mani, dove appoggiare la stanchezza e riprendere il fiato del coraggio. Imparate da me… Andare da Gesù è andare a scuola di vita. Quest’uomo senza poteri ma regale, libero come il vento, che nessuno ha mai potuto comprare o asservire e fonte di libere vite, insegna a vivere bene.

Imparate da me che sono mite e umile di cuore. Dio stesso non è un concetto, ma il cuore dolce e forte della vita. Il mio giogo è dolce e il mio peso è leggero. Gesù però dice: il mio giogo: un giogo che rimane suo, non ce lo butta addosso, resta il suo, aggiogato allo stesso legno. A me dice: «amico d’avventura, siamo in due; non sei solo, inchiodato alla fatica del vivere, del prenderti cura di qualcuno; siamo insieme allo stesso solco, allo stesso aratro». Prendete il mio giogo, cioè prendete su di voi l’antica novità del vangelo, che è ossigeno, che non ferisce mai ciò che sta al cuore dell’uomo, non proibisce mai ciò che all’uomo dà gioia e vita.
(da padre E. Ronchi)