Informazioni del 12 aprile 2026

Pubblicato giorno 11 aprile 2026 - Info settimanali

CRESCERE INSIEME


Don Michele 0422-772002 cell.340-9622020
Don Mario 0422-774092 cell.380-6433849
Don Marco 349-4548139

foglietto del 12 aprile 2026

APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA

Giorno

Ora Parrocchia

APPUNTAMENTI

DOM 12 dalle 12.30 CAMALO’ Pranzo e festa Scuola Materna
LUN 13 19.30 SANTANDRA’ “A TAVOLA CON LA BIBBIA” – condivisione sul vangelo
20.30 SANTANDRA’ Equipe evangelizzazione (programmazione Nuova Vita)
GIOV 16 19.00 SANTANDRA’ Adorazione Eucaristica Notturna (confessioni 19.00-20.00)
VEN 17 19.00-22.30 POVEGLIANO Esperienza Spirituale NUOVA VITA
SAB 18 8.00-18.30 POVEGLIANO Esperienza Spirituale NUOVA VITA
DOM 19 8.00-14.00 POVEGLIANO Esperienza Spirituale NUOVA VITA: chiusura

 


“Al soffio dello Spirito”:
in 1.700 a Roma per il pellegrinaggio dei cresimati con il vescovo Michele

Sono in 1.700 i pellegrini diocesani a Roma da lunedì 6 a mercoledì 8 aprile per il tradizionale pellegrinaggio dei cresimati “Al soffio dello Spirito”. La maggior parte, ragazzi e ragazze che nell’ultimo anno hanno ricevuto il sacramento della Confermazione; insieme a loro il vescovo Michele, catechisti e catechiste, genitori.

L’iniziativa è promossa dall’ufficio Catechistico diocesano e dal Seminario di Treviso, con la collaborazione delle parrocchie della diocesi. Momenti di preghiera, di fraternità, di visita alla città insieme al vescovo Michele e ai loro accompagnatori.

Dopo il viaggio divisi nei 32 pullman, lunedì 6 aprile, i pellegrini si sono ritrovati tutti assieme con il vescovo Michele, per la prima volta, nella basilica di San Giovanni in Laterano, prima chiesa della Cristianità. Qui i primi cristiani hanno iniziato a lodare Dio insieme e la loro gioia ha raggiunto e contagiato tutto il mondo!

I nostri ragazzi di 3^media erano in più di 60, compresi gli accompagnatori!

 


“Sulle orme di San Francesco e San Carlo Acutis”:
pellegrinaggio della 2^ media della Collaborazione

In occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco, dal 10 al 12 aprile i nostri ragazzi/e di 2^media stanno facendo un pellegrinaggio ad Assisi per imparare da due amici, San Francesco e San Carlo Acutis, a vivere secondo lo Spirito santo, con uno stile di vita coraggioso, gioioso e aderente al vangelo.

L’iniziativa è proposta dalla nostra Collaborazione pastorale e viene vissuta assieme a suor Viviana delle suore francescane dell’Addolorata, residenti ad Assisi. Si ripercorrono le tappe della vita di San Francesco, a partire dai rapporti in famiglia, con gli amici e con Gesù. Da sfondo ci accompagnerà la vicina testimonianza del giovane Carlo.

I nostri ragazzi di 2^media sono in 63, compresi gli accompagnatori!

 


12 aprile 2026 – DIVINA MISERICORDIA

  “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me,
anche io mando voi”           

(Gv 20,19-31)         

RIFLESSIONE

Aria di paura: paura dei Giudei ma anche di sé stessi, della propria viltà, di come si erano comportati nella notte del tradimento. Eppure Gesù viene, nonostante il loro e il mio cuore inaffidabile: e stette in mezzo a loro. Shalom, ha detto, saluto biblico che significa molto più della pace come semplice fine delle violenze, indica la forza dei miti e dei nonviolenti dentro la logica del più armato, la luce dei puri di cuore dentro la nebbia delle astuzie, la serenità dei giusti nelle ingiustizie, la perseveranza degli onesti fra le disonestà. Soffiò e disse: ricevete lo Spirito Santo.

Su quel pugno di creature, chiuse e impaurite, scende il vento delle origini, il vento che soffiava sugli abissi, il vento sottile dell’Oreb su Elia profeta, quello che scuoterà le porte chiuse del cenacolo: ecco io vi mando! «Se non vedo e non tocco, non crederò». Tommaso vuole garanzie: ha ragione, perché se Gesù è vivo tutta la sua vita ne uscirà rovesciata.

Gesù si avvicina alla nostra lentezza del credere con pochi, semplici verbi: guarda, metti, tocca. Da quei fori Tommaso comprende il motivo per cui Cristo è risorto: per un amore scritto con ferite ormai incancellabili, da cui non sgorga più sangue ma luce. Tommaso si arrende non ai suoi occhi o al suo toccare, ma a questa esperienza di pace offerta da Gesù per ben tre volte. E la sua pace scende ancora sulle nostre sconfitte, sulle nostre chiusure, sulle nostre paure. Alla fine, Tommaso passa dall’incredulità all’estasi! Se poi abbia toccato o no il corpo del Risorto, non è importante. «Mio Signore e mio Dio» Tommaso ripete quel piccolo “mio” che cambia tutto, che indica appartenenza, eco del Cantico dei Cantici: il mio amato è mio e io sono sua! Mio Signore, che mi fai vivere, che sei la parte migliore di me. “Mio”, come lo è il cuore. E, senza, non sarei. “Mio”, come lo è il respiro. E, senza, non vivrei.

Beati quelli che senza aver visto crederanno: beatitudine consolante, che sento mia! Gesù mi dice beato! Beato chi fa fatica, chi cerca a tentoni, chi non vede ancora eppure cammina avanti, “siamo pellegrini senza strada, ma tenacemente in cammino” (Giovanni della Croce). La fede è il rischio di essere beati, cioè felici, di vivere una vita non certo più facile, ma più piena e appassionata: ferita sì, talvolta, ma luminosa comunque e perfino guaritrice.

(da padre E. Ronchi)

foglietto del 12 aprile 2026



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