CRESCERE INSIEME
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Don Mario 0422-774092 cell.380-6433849
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APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA
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Giorno |
Ora | Parrocchia |
APPUNTAMENTI |
| DOM 15 | 9.30 | POVEGLIANO | BATTESIMO di Asia Vanin di Fabio e Valentina |
| 11.00 | CAMALO’ | BATTESIMO di: Criveller Giole di Alberto e Lisa – Toffoli Ludovico di Tiziano e Lisa – Zanetti Matteo di Luca e Francesca | |
| LUN 16 | 15.00 | CAMALO’ | TERZO TEMPO: pomeriggio ricreativo in oratorio x terza età |
| 19.30 | SANTANDRA’ | A TAVOLA CON LA BIBBIA – condivisione sul vangelo | |
| 20.45 | SANTANDRA’ | Consiglio Pastorale Parrocchiale | |
| MERC 18 | 15.00 | POVEGLIANO | TERZO TEMPO: pomeriggio ricreativo in oratorio x terza età |
| 20.45 | SANTANDRA’ | Incontro Equipe di Evangelizzazione | |
| GIOV 19 | 15.00 | SANTANDRA’ | TERZO TEMPO: pomeriggio ricreativo in oratorio x terza età |
| 19.00 | SANTANDRA’ | Adorazione Eucaristica Notturna – confessioni 19.00 -20.00 | |
| VEN 20 | 15.00 | ARCADE | Via Crucis animata dai ragazzi di 4^ elementare e 1^ media |
| 17.30 | CAMALO’ | Via Crucis animata dai ragazzi della catechesi | |
| 20.30 | SANTANDRA’ | Via Crucis animata dai ragazzi della catechesi | |
| SAB 21 | 12.30 | CAMALO’ | Pranzo e Formazione EDUCATORI AC |
| 15.00 | ARCADE | PRIMA CONFESSIONE bambini 3^ elementare | |
| 15.00 | CAMALO’ | CONFESSIONI per i ragazzi della catechesi | |
| 20.00 | ARCADE | c/o oratorio: cena dei papà | |
| DOM 22 | 10.00 | ARCADE | BATTESIMO di: Cavallin Riccardo di Massimiliano e Ilaria – Pizzolato Caterina di Federico e Giulia – Reka Elodie di Marsel e Rovena – Rossetti Miriam di Emilio e Loredana |
Esperienza Spirituale NUOVA VITA
17-19 aprile 2026 Oratorio di Povegliano
Per info e iscrizioni chiamare ore serali o tramite messaggi whatsapp:
TERESA 3475148106 VALENTINA 3477510139
«Guardare a Gesù è la prima cosa a cui anche noi siamo chiamati.
In questo tempo abbiamo più che mai bisogno di porre Gesù Cristo al centro».
Sulla strada indicata da Evangelii Gaudium è urgente «aiutare le persone a vivere
una relazione personale con Lui, per scoprire la gioia del Vangelo».
In un tempo di “grande frammentarietà” è necessario
«tornare alle fondamenta della nostra fede.
E ciò “vale prima di tutto per noi: ripartire dall’atto di fede che ci fa
riconoscere in Cristo il Salvatore e che si declina in tutti gli ambiti della vita quotidiana».
Papa Leone XIV
15 marzo 2026 – IV Quaresima: Laetare
“Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato”
(Gv 9.1-41)
RIFLESSIONE
Un uomo nato cieco, così povero che possiede soltanto sè stesso. E Gesù si ferma proprio per lui. Arriva la prima domanda: perché cieco? Chi ha peccato? Lui o i suoi genitori? Gesù ci allontana immediatamente dall’idea che il peccato sia la spiegazione del male, la chiave di volta della religione. La bibbia non dà risposte al perché del male innocente; neppure Gesù lo spiega. Fa altro: lui libera dal male, si commuove, si avvicina, tocca, abbraccia, fa rialzare. Il dolore più che spiegazione vuole condivisione. Gesù spalma un petalo di fango sulle palpebre del cieco, lo manda alla piscina di Siloe, torna che ci vede: uomo finalmente dato alla luce. Nella nostra lingua partorire si dice anche “dare alla luce”: Gesù dà alla luce, partorisce vita piena.
Il filo rosso del racconto evangelico è una seconda domanda, incalzante, ripetuta sette volte: come ti si sono aperti gli occhi? Tutti vogliono sapere “come” si fa, “come” ci si impadronisce del segreto di occhi nuovi e migliori, tutti sentono di avere occhi incompiuti.
Lo sappiamo: basta una lacrima e non vedi più. Quanti occhi acutissimi ho visto spegnersi: dicevano di vederci bene ed è bastata una lacrima, l’unghiata di un dolore, e si sono annebbiati, gli orizzonti e le strade scomparsi. Di fronte alla gioia dell’uomo “dato alla luce”, che vede per la prima volta il sole, il blu del cielo e gli occhi di sua madre, anche gli alberi, se potessero, danzerebbero; anche i fiumi batterebbero le mani, dice il salmo. I farisei non vedono il cieco illuminato, ma un articolo della legge violato: Niente miracoli di sabato, non si salvano vite, oggi c’è il riposo. Una fede che non si interessi dell’umano non merita che ad essa ci dedichiamo (Bonhoeffer).
C’è un’infinita tristezza nella pagina: i farisei mettono Dio contro l’uomo, ed è il peggior dramma che possa capitare alla nostra fede, a tutte le fedi: mostrano che è possibile essere credenti, senza essere buoni; credenti e duri di cuore. È facile ed è mortale. E invece no, gloria di Dio non è il sabato osservato, ma un mendicante che si alza, che torna a vita piena, “uomo finalmente promosso a uomo” (P. Mazzolari). Il suo sguardo che illumina il mondo dà gioia a Dio più di tutti i comandamenti osservati: il Signore metti luce nei miei pensieri, luce nelle mie parole, luce nel mio cuore.
(da padre E. Ronchi)



