Informazioni del 23 e del 30 agosto 2026

Pubblicato giorno 22 agosto 2026 - Info settimanali

CRESCERE INSIEME


Don Michele 0422-772002 cell.340-9622020
Don Mario 0422-774092 cell.380-6433849
Don Marco 349-4548139

foglietto del 23 e del 30 agosto 2026

APPUNTAMENTI DELLE DUE SETTIMANE

Giorno

Ora Parrocchia

APPUNTAMENTI

GIOV 27 19.00 SANTANDRA’ Adorazione Eucaristica Notturna (confessioni 19.00-20.00)
VEN 28 21.00 POVEGLIANO Adorazione Eucaristica di lode
LUN 31  16.30 SANTANDRA’ Santa messa in casa di riposo (via Borè)
19.30 SANTANDRA’ A TAVOLA CON LA BIBBA: condivisione sul vangelo
20.30 SANTANDRA’ Incontro di preparazione del battesimo del 6.9.26
MERC 2 20.45 Incontro équipe “La cura dell’amore”
GIOV 3 19.00 SANTANDRA’ Adorazione Eucaristica Notturna (confessioni 19.00-20.00)
SAB 5 11.30 CAMALO’ MATRIMONIO di Favaro Nicolò e Soligon Elena
14.30 CAMALO’ MATRIMONIO di Botter Marco e Minello Maddalena
16.30 CAMALO’ Incontro dei Consigli Pastorali di Camalò, Povegliano e Santandrà
DOM 6 12.00 SANTANDRA’ BATTESIMO di Luchetta Mattia di Davide e Zussa Tania

 

ANNIVERSARI DI MATRIMONIO A CAMALÒ 

La festa degli anniversari di matrimonio (5-10-15-20-25-30-35…) sarà celebrata in occasione dei festeggiamenti patronali LUNEDI’ 21 SETTEMBRE con la S. Messa delle 19.00 presieduta dal vescovo emerito di Udine e Treviso mons. Andrea Bruno Mazzocato. Seguirà cena in Proloco.

Per partecipare e rinnovare il patto nuziale iscriversi presso Brunna Pozzebon 3383569261 o Carmen Puppato 3452150374.


ORARI MESSE MESE DI SETTEMBRE 2026

Per il mese di settembre, gli orari delle Messe del sabato e della domenica, nelle parrocchie di Santandrà, Camalò e Povegliano continueranno secondo il calendario estivo:

  • Santandrà: 18.30 (pref.) e 11.00;
  • Camalò: 8.00;
  • Povegliano: 9.30.

Don Marco sarà a Parigi per l’insegnamento dal 6 al 10 settembre p.v.


LA PREGHIERA? È LA PRIMA FORMA DI DISARMO.
LA PACE SECONDO LEONE. E AGOSTINO

È significativo che Leone XIV torni più volte proprio su questo punto. «Il cuore è il campo di battaglia più importante». Lì si combatte la vera lotta contro l’orgoglio, l’avidità, la volontà di dominio; solo cuori riconciliati possono costruire un mondo riconciliato. Ecco ancora Agostino: il male è un amore deviato, un desiderio che ha smarrito il suo vero oggetto. Il disordine del mondo riflette sempre un disordine del cuore. Per questo ogni autentica riforma della convivenza deve passare attraverso una riforma dell’interiorità. La pace politica, senza la pace dell’anima, rimane inevitabilmente fragile. Anche nel rifiuto di considerare la pace un’utopia irraggiungibile, Leone XIV richiama direttamente Agostino: «Non è difficile possedere la pace… se la vogliamo avere, essa è lì, a nostra portata di mano» (Discorso 357.1). Non è un ingenuo ottimismo. Agostino vuole dire che la pace è un bene già offerto da Dio, che attende di essere accolto. […] La pace non è il risultato esclusivo delle strategie diplomatiche, pur necessarie; è anzitutto una grazia che domanda collaborazione. Per questo il Papa insiste tanto sulla preghiera. Agli occhi del mondo, essa può apparire impotente; nella prospettiva cristiana, invece, rappresenta la prima forma di disarmo. «Pregando, disarmiamo il nostro ego», scrive. È l’affermazione agostiniana secondo cui ogni trasformazione sociale prende avvio dalla conversione del desiderio.
[da Avvenire del 18.08.26]


23 AGOSTO 2026 – XXI tempo Ordinario

“Tu sei il Cristo,
il Figlio del Dio vivente”
(Mt 16,13-20)         

RIFLESSIONE

La Vita è teologa, è la prima catechista. Pietro risponde: Tu sei il Messia, la mano di Dio, il suo progetto di libertà. Sei il figlio del Dio vivente, Colui che fa viva la mia vita, il miracolo che la fa potente, inesauribile e illimitata. La domanda adesso rimbalza fino a me: perché io gli vado dietro? La risposta è semplice: per essere felice. Cristo è stato l’affare migliore della mia vita. Che non vuol dire avere una vita senza problemi o ferite, ma più piena, accesa, appassionata, vibrante, proiettata: in avanti, attorno, in alto. Nella seconda parte del brano Gesù capovolge la domanda, in un bellissimo contrappasso: “Pietro adesso sta a me dire chi sei tu per me: sei pietra e su questa pietra…. La beatitudine di Pietro (beato te, Simone!) raggiunge noi tutti. Forse anch’io sono nella lingua di Gesù “kefà”, piccola pietra. Non certo una macina da mulino, ma una pietruzza solamente. Eppure, per lui, nessuna piccola pietra è inutile, nessun coccio è da buttare. Dio non adopera macine da mulino, ma pietre scartate; non ha scelto l’oro per fare le sue creature, ma la creta. Le sue sono mani di vasaio che premono per dare alla mia argilla la forma migliore, mani di orafo che preparano una carezza di luce da posare sulle mie ferite.
(da padre E. Ronchi)

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30 AGOSTO 2026 – XXII tempo Ordinario

“chi perderà la propria vita per causa mia,
la troverà”
(Mt 16,21-27)         

RIFLESSIONE

Se qualcuno vuole venire dietro a me…: a due condizioni.

Rinnegare sé stessi: smettila di pensare sempre solo a te stesso. Il nostro segreto non è in noi, è oltre noi.

Prendere la propria croce, e accompagnarlo fino alla fine: scegli per te qualcosa della mia vita. Di lui, il coraggioso che osa toccare i lebbrosi e sfidare i boia pronti a uccidere l’adultera; il forte che caccia dal tempio buoi e mercanti; il molto tenero che si commuove per due passeri; il rabbi che ama i banchetti e le albe nel deserto; il povero che mai è entrato nei palazzi dei potenti se non da prigioniero; il libero che non si è fatto comprare da nessuno; senza nessun servo, eppure chiamato Signore; il mite che non ha vinto nessuna battaglia e ha conquistato il mondo. Con la croce, con la passione, che è appassionarsi e patire insieme. Perché «dove metti il tuo cuore là troverai anche le tue ferite» (F. Fiorillo).

(da padre E. Ronchi)


foglietto del 23 e del 30 agosto 2026



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