CRESCERE INSIEME
Don Michele 0422-772002 cell.340-9622020
Don Mario 0422-774092 cell.380-6433849
Don Marco 349-4548139
Don Marco sarà assente dal 2 all’11 febbraio a motivo del suo ministero d’insegnamento in facoltà teologica a Parigi.
foglietto dell’8 febbraio 2026
APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA
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Giorno |
Ora | Parrocchia |
APPUNTAMENTI |
| DOM 8 | 9.30 | SANTANDRA’ | BATTESIMO di Askley Sarai Valencia di Gerardo e Neyla Marina |
| LUN 9 | 15.00 | CAMALO’ | TERZO TEMPO – pomeriggio ricreativo in oratorio x terza età |
| 19.30 | SANTANDRA’ | A TAVOLA CON LA BIBBIA – condivisione sul vangelo | |
| 20.45 | SANTANDRA’ | Incontro formativo per genitori/padrini Cresima | |
| MERC 11 | 15.00 | POVEGLIANO | TERZO TEMPO – pomeriggio ricreativo in oratorio x terza età |
| 15.00 | SANTANDRA’ | UNZIONE DEGLI INFERMI c/o CASA DI RIPOSO (per chi desidera, recita del rosario alle 14.30) |
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| GIOV 12 | 15.00 | SANTANDRA’ | TERZO TEMPO – pomeriggio ricreativo in oratorio x terza età |
| 19.00 | SANTANDRA’ | Adorazione Eucaristica Notturna – confessioni 19.00-20.00 | |
| 20.45 | SANTANDRA’ | Programmazione catechiste 4^ elem. Collaborazione | |
| VEN 13 | 20.30 | ARCADE | CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE |
| 21.00 | POVEGLIANO | ROSARIO MENSILE MEDITATO (Dilexit nos) |
Tutta la settimana
VITA COMUNITARIA GIOVANI c/o la CANONICA di CAMALO’
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11 febbraio: GIORNATA MONDIALE DEL MALATO “La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro” |
CANDELE BENEDETTE
La benedizione delle candele è uno dei gesti più antichi e suggestivi della tradizione cristiana, un gesto semplice, umile, che trasforma la luce in preghiera e il fuoco in promessa. Accendere una fiamma, in questo giorno, non è solo un atto simbolico: è un modo di dire io credo che la notte non abbia l’ultima parola. Le candele benedette non sono semplici oggetti di cera e stoppino. Sono memoria viva di Cristo, luce entrata nel mondo senza fare rumore, capace però di scardinare le tenebre più ostinate.
In ogni parrocchia troverete le candele benedette il giorno della Candelora
“Voi siete il sale della terra”
(Mt 5,13-16)
RIFLESSIONE
Voi siete il sale, voi siete la luce: siete come un istinto di vita che penetra nelle cose, come il sale, si oppone al loro degrado e le fa durare; siete un istinto di bellezza, che si posa sulla superficie delle cose, le accarezza, come la luce, e non fa violenza mai, ne rivela invece forme, colori, armonie e legami. Così il discepolo-luce è uno che ogni giorno accarezza la vita e rivela il bello delle persone, uno dai cui occhi emana il rispetto amoroso per ogni vivente.
Voi siete il sale, avete il compito di preservare ciò che nel mondo vale e merita di durare, di opporvi a ciò che corrompe, di far gustare il sapore buono della vita. Voi siete la luce del mondo: una affermazione che ci sorprende, che Dio sia luce lo crediamo, ma sapere che anche l’uomo sia luce, che lo sia anch’io e anche tu, con i nostri limiti e le nostre ombre, questo è sorprendente. E lo siamo già adesso, se respiriamo vangelo: la luce è il dono naturale di chi ha respirato Dio. Chi vive secondo il vangelo è una manciata di luce gettata in faccia al mondo (Luigi Verdi). Non impalcandosi a maestro o giudice, ma con i gesti: risplenda la vostra luce nelle vostre opere buone.
Sono opere di luce i gesti dei miti, di chi ha un cuore bambino, degli affamati di giustizia, dei mai arresi cercatori di pace, i gesti delle beatitudini, che si oppongono a ciò che corrompe il cammino del mondo: violenza e denaro. Quando due sulla terra si amano compiono l’opera: diventano luce nel buio, lampada ai passi di molti, piacere di vivere e di credere. In ogni casa dove ci si vuol bene, viene sparso il sale che dà sapore buono alla vita. Mi sembra impossibile, da parte di Gesù, riporre tanta stima e tanta fiducia in queste sue creature! In me, che lo so bene, non sono né luce né sale. Eppure il vangelo mi incoraggia a prenderne coscienza: Non fermarti alla superficie di te, al ruvido dell’argilla di cui sei fatto, cerca in profondità, verso la cella segreta del cuore, scendi nel tuo santuario e troverai una lucerna accesa, una manciata di sale: frammento di Dio in te.
L’umiltà della luce e del sale: la luce non illumina sé stessa, nessuno mangia il sale da solo. Così ogni discepolo deve apprendere la loro prima lezione: a partire da me, ma non per me. La povertà del sale e della luce è perdersi dentro le cose, senza fare rumore né violenza, e risorgere con loro. Come suggerisce il profeta Isaia: Illumina altri e ti illuminerai, guarisci altri e guarirà la tua ferita (Isaia 58,8).
(da padre E. Ronchi)




