RIFLESSIONE
Lo Spirito Santo è Dio in libertà, che fa cose che non t’aspetti. A noi dona tutto ciò di cui abbiamo bisogno per dare vita. La prima Chiesa, arroccata sulla difensiva, viene lanciata fuori e in avanti sulla scia delle parole del salmo “Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra”. Il Vangelo racconta la Pentecoste come un incontro leggero nella sera di Pasqua: “soffiò su di loro e disse: ricevete lo Spirito santo” (Gv 20,22). In quella stanza chiusa e dall’aria stagnante, entra il grande, ampio e profondo ossigeno del cielo. Entra il respiro di Dio che non sopporta schemi e chiusure, che viene per farci vivi, sottile e profondo come il respiro, umile e testardo come il battito del cuore. La Pentecoste dà a ciascuno una manifestazione particolare per il bene comune; sposa vite diverse, consacra vocazioni differenti, benedice la genialità e l’unicità di ogni vita. Lo Spirito non vuole banali ripetitori, ma discepoli geniali, edificatori di una Chiesa che trova unità attorno alla croce, varietà e creatività attorno allo Spirito.
(da padre E. Ronchi)



